17
Ott
2021
Rassegna stampa

Ro-Ro e Autostrade del mare eccellenze italiane | Focus sulla Sicilia

Venerdì 17 settembre il Quotidiano di Sicilia ha pubblicato un approfondimento sul Ro-Ro e sulle Autostrade del Mare che cita i nostri studi. In particolare si evidenzia che il Rapporto sull’Economia Marittima 2021 ha messo in luce, e fornito ancora più consapevolezza, circa l’importanza del trasporto marittimo per il nostro Paese; durante i giorni più bui della pandemia questo settore ha continuato a camminare, garantendo approvvigionamenti di ogni tipo di merce alla cittadinanza ed alle industrie che dovevano restare aperte.

Le difficoltà però non sono mancate, dovute principalmente alle nostre catene di fornitura molto lunghe, spesso dipendenti dalla Cina o da Paesi al di là di Suez a cui negli anni abbiamo delegato la produzione di materie prime e prodotti di cui necessitano le nostre imprese. 

Proprio il blocco del Canale di Suez dovuto all’incaglio della portacontainer Ever Given insieme alla Pandemia ed alla congestione dei porti del Far East e del Nord America, ha mostrato la necessità di mettere in atto processi di Reshoring o di Near Shoring vale a dire riportare più vicine all’Europa, o nell’Europa stessa, alcune filiere che in caso di shock economici possono garantire maggiore tempestività negli approvvigionamenti stessi.

Le rotte navali lunghe, se da un lato saranno necessarie anche in futuro, hanno mostrato quindi tutta la loro vulnerabilità. E questo ha indotto a riflettere vista la posizione di leader che ha l’Italia nel trasporto marittimo di corto raggio, il cosiddetto Short Sea Shipping (SSS); il nostro Paese da anni primeggia in questo segmento ed alcuni dati sono molto eloquenti:

  • l’Italia è 1° in Europa per merci movimentate in SSS con 311 mln di tonnellate (aumentate del 14% rispetto a 6 anni fa);
  • il Mediterraneo è l’area in cui si concentra la quota maggiore di SSS di armatori europei con oltre 625 mln di tonnellate;
  • Nel Mediterraneo, l’Italia è leader con 244 milioni di tonnellate trasportate dalle navi e una quota di mercato del  37%. La seconda è la Spagna, con 124 milioni e una quota del 19%.

Dunque, se esiste un Paese che potrà beneficiare della cosiddetta “regionalizzazione della globalizzazione” è proprio l’Italia e questo grazie ad una consolidata tradizione armatoriale nei settori del Ro-Ro (Roll on-Roll off, traffico di mezzi gommati) e Autostrade del Mare che rappresentano la massima espressione dello SSS.

Nel nostro Paese il Ro-Ro rappresenta ormai da anni un’eccellenza del traffico portuale: nel 2020 (anno del Covid-19) il settore ha superato i 105 milioni di tonnellate, rappresentando il 24% della movimentazione complessiva dell’Italia, quasi un quarto. Si pensi che 11 anni fa con 81 milioni di tonnellate, incideva per il 17% sul totale nazionale.

Un altro dato significativo ci indica che gli scali del Mezzogiorno rappresentano attualmente oltre la metà di questo traffico: il 53%.

Volendo analizzare invece i traffici per “direttrice marittima” vi è la prevalenza di due assi: il tirrenico che rappresenta il 34% del totale ed a seguire le linee siciliane con il 25%.

L’analisi del Ro-Ro italiano per Asse Marittimo

 

E’ da osservare inoltre che lo sviluppo del Ro-Ro e delle autostrade del mare rappresenta per un Paese un segnale positivo in diverse chiavi di lettura che vanno al di là della crescita della blue economy che comunque rappresenta un asset fondamentale su cui puntare alla grande se vogliamo essere competitivi in Europa. Infatti, queste sono modalità di trasporto che incidono sulla sicurezza di una nazione poiché forniscono un contributo a diminuire l’incidentalità stradale e l’inquinamento, fattori che portano per il sistema sanitario e per la qualità della vita un appesantimento della spesa, sia pubblica che privata.

A questo riguardo, risultati rilevanti sono emersi dallo studio realizzato in collaborazione con SRM e presentato a luglio durante il meeting di ALIS – l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile presieduta da Guido Grimaldi. Prendendo in considerazione il cluster di imprese associate alla stessa ALIS, si è stimato che grazie alla diffusione dei servizi di Ro-Ro e Autostrade del mare, sono stati eliminati dalle strade, in Italia, circa 1,7 milioni di mezzi pesanti; vale a dire che 47,2 milioni di tonnellate di merci sono state spostate sulle rotte marittime, abbattendo le emissioni di CO2 per 2 mln di tonnellate.

Il dato evidenzia altresì che per ogni tonnellata movimentata nei porti mediante Ro-Ro vengono eliminati 44 Kg di CO2.

Lo studio, nel complesso, ha evidenziato che l’attività del cluster di Alis attraverso l’utilizzo dell’intermodalità (mare-strada e ferro-strada) ha consentito un vantaggio economico fornito all’ambiente che è stato di circa 1,5 miliardi di euro.

In questo contesto la Sicilia svolge un ruolo importante, da sempre una regione con altissime vocazioni marittime (il 75% dell’import export è realizzato attraverso le navi) e parliamo di un territorio in cui l’economia del mare ha un peso notevole: un sistema di circa 23mila imprese che rappresentano il 12% del totale nazionale.

Gli scali dell’isola fanno capo a tre Autorità di Sistema Portuale (Adsp): della Sicilia Occidentale (facente capo al porto di Palermo), Orientale (Catania) e dello Stretto (Messina-Milazzo), insieme hanno movimentato 67,3 milioni di tonnellate di merci di ogni tipo.

Il Ro-Ro rappresenta il 38% delle merci movimentate dagli scali siciliani pari a circa 25,9 milioni di tonnellate distribuite come da grafico che segue.

Distribuzione del Ro-Ro sulle Adsp (Autorità di Sistema Portuale) Siciliane
Distribuzione del RO-RO sulle Adsp (Autorità di Sistema Portuale) Siciliane

 

L’isola, inoltre, riveste un peso importante per il Ro-Ro anche per incidenza sul totale nazionale rappresentando il 25% del totale complessivo.

E’ opportuno sottolineare anche un dato che mostra come il Ro-Ro stia rilanciando il Paese; anche nel primo trimestre del 2021 il Covid-19 ha portato sensibili riduzioni di traffico in diversi porti italiani; ebbene, proprio il Ro-Ro va in controtendenza  e, ha marcato l’aumento maggiore con quasi il +9% rispetto al 2021, quindi un sensibile effetto rimbalzo.

Il traffico dei porti italiani al primo trimestre del 2021 (tonnellate e var. % su anno precedente)
Il traffico dei porti italiani al primo trimestre del 2021

 

La valenza strategica e il ruolo di volàno del trasporto marittimo è riconosciuta anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede nella Missione 3 lo sviluppo di infrastrutture per la mobilità sostenibile affrontando la logistica e l’intermodalità con particolare riferimento a 4 assi:

  1. Rafforzamento della competitività del sistema portuale italiano in una dimensione di sostenibilità e sviluppo delle infrastrutture intermodali sulla base di una pianificazione integrata;
  2. Miglioramento della sostenibilità ambientale, della resilienza ai cambiamenti climatici e dell'efficienza energetica nei porti;
  3. Digitalizzazione della catena logistica e del traffico aereo;
  4. Riduzione delle emissioni legate alle attività di movimentazione delle merci.

Si noti come le parole chiave di queste direttrici di sviluppo vanno nelle direzioni della sostenibilità, della digitalizzazione e della riduzione delle emissioni, politiche che il gruppo Grimaldi ha intrapreso ormai da tempo, facendone dogmi delle policy aziendali. Dimostrazione sono gli ultimi investimenti nelle Eco-Ship tra cui l’ultima varata, la nuova ECO-Catania, la quinta di una serie di 12 navi ordinate da Grimaldi che hanno capacità di trasporto di oltre 500 semi-rimorchi e sono in grado di dimezzare le emissioni di CO2 e addirittura di azzerarle mentre sono ferme in porto.

Secondo Alessandro Panaro, Capo del Servizio Maritime & Energy di SRM, Ormai è chiaro che l’Italia deve puntare con forza allo sviluppo dello Short Sea Shipping e dell’Intermodalità che vanno concepite in linea con i dettami del PNRR. I tempi stretti che abbiamo a disposizione per fare gli investimenti implicano scelte decise che possano dare al Paese un grande valore aggiunto per ripartire. La Sicilia è una regione che può dare un forte contributo al riguardo perché ha porti importanti e linee marittime di eccellenza proiettate verso il Mediterraneo. E’ una sfida da vincere perché non ve ne saranno altre simili e perché ne va della nostra competizione negli scenari economici.

 

(Articolo pubblicato su "Il Quotidiano di Sicilia" il 17 settembre 2021)

Italian Maritime Economy. Porti, rotte, noli e shipping: specchio di un cambiamento globale. Sostenibilità e logistica sfide per essere competitivi nel Mediterraneo

Il Rapporto, giunto alla sua ottava edizione, analizza alcuni dei più interessanti fenomeni che stanno impattando sull’economia marittima, portati alla luce dalla pandemia. Il Covid-19, infatti, ha proseguito ad incidere su tutte le variabili e le dinamiche di traffico, in particolar modo su quello inerente i container.  Una sezione del Rapporto è dedicata alla Sostenibilità, considerata il pillar su cui dovrà puntare l’economia mondiale negli anni a venire. In questo momento investire nelle nuove frontiere energetiche (come idrogeno e GNL), puntare su tutto ciò che porta a zero emissioni o alla creazione dei cosiddetti Green Port sembra essere molto più che una necessità, bensì quasi un obbligo. SRM con le sue analisi dà conto di tutto questo anche avvalendosi di saggi e approfondimenti da parte dei suoi partner nazionali e internazionali, come le Università di Amburgo, Anversa e lo Shanghai International Shipping Institute.

€ 70,00
Scopri di più

© Copyright 2021 S.R.M. Studi e Ricerche per il Mezzogiorno - P.iva 04514401217

© Copyright 2021 SRM services - P.Iva/C.F.: 09117291212 - Privacy policy

Powered by

Ti stiamo reindirizzando su