Venerdì 17 aprile SRM ha partecipato a Napoli ad "Agenda Sud 2030. Il Mezzogiorno dopo il PNRR", l'evento promosso dalla Fondazione Merita in partnership con Cassa Depositi e Prestiti e con l'ospitalità di Intesa Sanpaolo.
Nel corso della prima sessione Salvio Capasso, Responsabile Imprese & Territorio di SRM, ha presentato il 12° volume di "Un Sud che innova e produce", quest'anno incentrato sulle tre dimensioni di sviluppo del Mezzogiorno: Competenze, Connessioni, Competitività.
A seguire, nella sessione dedicata a Politica industriale e sviluppo regionale: Campania e Puglia, è intervenuto anche il Direttore Generale di SRM, Massimo Deandreis, in dialogo con Vito Peragine, Pro-Rettore Vicario dell'Università di Bari Aldo Moro.
Come emerge dalla ricerca di SRM, particolarmente rilevante per il Mezzogiorno continentale è il legame tra Campania e Puglia. Le due regioni sono tra le più industrializzate e avanzate del Sud, condividono specializzazioni produttive spesso complementari e mostrano una vocazione molto forte verso le filiere 4A+Pharma. In termini di valore aggiunto, tali filiere pesano per il 50% nell’area, contro il 30,9% della media italiana.
La macroregione Campania-Puglia presenta, inoltre, una maggiore internazionalizzazione e una partecipazione più intensa alla supply chain internazionale: il peso delle filiere dell’area sull’export manifatturiero nazionale è pari all’8,7%, a fronte di un peso complessivo dell’area sul totale export manifatturiero italiano del 4,9%. A questo si aggiunge la forte trama degli scambi interregionali: per ogni euro di interscambio della macroregione con l’estero se ne aggiunge un altro destinato al resto del Paese.
Campania e Puglia risultano anche particolarmente interconnesse sul piano produttivo. La Campania è per la Puglia il primo mercato di destinazione dei prodotti aeronautici e il secondo di quelli alimentari; la Puglia, a sua volta, rappresenta per la Campania il secondo mercato nelle produzioni alimentari e nell’automotive. Un dato che rafforza l’idea di un Mezzogiorno non isolato, ma già dentro reti produttive complesse e in grado di generare effetti di filiera rilevanti.
Il dodicesimo volume della collana 'Un Sud che innova e produce' punta ad approfondire i fattori che guidano l’evoluzione del tessuto produttivo meridionale, analizzando le tre dimensioni fondamentali che sostengono la crescita del settore manifatturiero nel Sud: le Competenze, le Connessioni e la Competitività.
Negli ultimi quindici anni la manifattura italiana ha attraversato una trasformazione profonda, che va ben oltre il paradigma tradizionale dell’industria, e il Mezzogiorno non è rimasto immobile: ha mostrato segnali di rafforzamento in diverse filiere, consolidando poli produttivi competitivi e accrescendo il proprio ruolo nelle reti nazionali e internazionali. Tuttavia, è ora chiamato a misurarsi con dinamiche sempre più complesse, che impongono un’accelerazione affinché l’area diventi protagonista del cambiamento. In tal senso, deve partire dalle sue forze endogene e le 3C rappresentano l’architettura strategica attraverso cui leggere e orientare la nuova manifattura.
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