Il nuovo numero della collana Maritime Innovation analizza l’impatto dell’estensione dell’EU ETS al trasporto marittimo, introdotta dal 2024 nell’ambito del Green Deal europeo e del pacchetto Fit for 55. Il lavoro evidenzia come il nuovo costo della CO₂ rappresenti una discontinuità significativa per armatori, porti e filiere logistiche, trasformando le emissioni in una voce economica diretta. L’analisi mostra tuttavia che il carbon pricing, da solo, non è sufficiente a determinare una transizione ordinata verso combustibili alternativi, ancora caratterizzati da limiti di disponibilità, maturità tecnologica e convenienza economica.
Particolare attenzione è dedicata ai rischi competitivi per il sistema mediterraneo e italiano, con riferimento al transhipment, alle autostrade del mare e alla possibile deviazione dei traffici verso porti extra-UE. Il paper sottolinea infine la necessità di utilizzare in modo mirato i proventi ETS per sostenere investimenti in fuel alternativi, infrastrutture portuali, digitalizzazione ed efficienza operativa. La transizione ecologica del mare non può quindi limitarsi a rendere più costoso emettere, ma deve creare le condizioni affinché emettere meno diventi tecnicamente possibile, economicamente sostenibile e logisticamente competitivo.
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